
L’opera “COCOON” di Marco Nones è dedicata a un aforisma di Alda Merini: “L’arte è un mistero che ha le ali di farfalla”
Foto di Eugenio Del Pero
Da sinistra: Dario Zorzi, Eugenio Del Pero, Marco Nones, Beatrice Calamari
Tre misteriosi (ed enormi) bozzoli sorprendono gli escursionisti a Pampeago.
UNA CURIOSITA’: Quando è stato deciso dove collocare il terzo bozzolo, in quel punto preciso del prato c’erano veri bozzoli di farfalla. Un segno?

Farfalla di Pampeago (foto di Eugenio Del Pero)
Vicino alla Baita Caserina, al cospetto del Latemar, le tre istallazioni dal titolo “Cocoon” invitano a percorrere il sentiero artistico che sarà inaugurato venerdì 29 luglio 2011. E’ una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto, visitabile fino all’autunno.

Viaggio stampa a Pampeago di domenica 24 luglio 2011.
I giornalisti spiccano un volo davanti al secondo bozzolo.
COMUNICATO STAMPA
RespirArt
PAMPEAGO GREEN&WHITE GALLERY
Un respiro fra arte e natura
al cospetto di un immenso capolavoro naturale,
il Latemar
Pampeago, meta turistica della Val di Fiemme, si trasforma in una galleria d’arte a cielo aperto, da ammirare sia durante la stagione estiva, sia durante l’inverno.
“RespirArt – Pampeago Green&White Gallery” è la prima mostra di land art che si sviluppa durante l’intero anno. Sarà “verde”, come i pascoli e i boschi di Pampeago, e “bianca” come le sue distese innevate.
Questa esposizione permanente di opere create nella natura con materiali naturali, come il legno, le pietre, le foglie, la neve e il ghiaccio, è promossa dalla società di impianti di risalita Latemar di Pampeago e ideata dall’artista Marco Nones e dalla giornalista Beatrice Calamari.
RespirArt vuole celebrare la bellezza della natura che circonda il massiccio del Latemar, uno dei paesaggi dolomitici dichiarati dall’Unesco “Patrimonio Naturale dell’Umanità”.
Le opere di Marco Nones, realizzate con la collaborazione tecnica di Dario Zorzi e fotografica di Eugenio Del Pero, hanno il compito di risvegliare il senso di meraviglia di escursionisti e sciatori.
RESPIRART – PAMPEAGO GREEN GALLERY
L’artista di Cavalese Marco Nones terrà a battesimo, venerdì 29 luglio, il nuovo percorso di land art “RespirArt – Pampeago Green Gallery” che parte nelle vicinanze di Baita Caserina, dalla “Val de la Pigna” alla località “I pozzi”, per una lunghezza di circa 800 metri.
Misteriose opere d’arte, realizzate con rami, pietre e lana, sorprendono l’escursionista in cammino verso il Monte Cornon. La mostra estiva, destinata a esaltare la bellezza selvaggia del paesaggio montano, sarà visitabile per tutta l’estate, fino all’autunno.
Le prime tre opere che si incontrano sono intitolate “Cocoon (bozzoli)” e sono dedicate a un pensiero della poetessa Alda Merini: “L’arte è un mistero che ha ali di farfalla”. Poco più in alto si incontra “Messa a fuoco sul Latemar”: un cerchio di legna da ardere puntato sul massiccio dolomitico. Quindi, si affaccia radiosa l’opera “Nel cerchio di un pensiero” anch’essa dedicata a una poesia di Alda Merini; si tratta di un cerchio formato da rette realizzate in legno di abete. La sesta istallazione è l’ironico totem “Gratta-cielo”. Conclude il percorso l’opera “Stretching” che rappresenta la curiosa acrobazia di un ramo di cirmolo.
Marco Nones, nell’estate 2010, ha creato per Arte Sella l’opera di land art “Dna Sella”.
La land art è un movimento artistico che sprona a uscire dalle gallerie e dai musei, modificando direttamente gli spazi aperti. E’ l’occasione privilegiata di comunicare con la natura, accogliendo e modellando i suoi doni. Vedremo sorgere con semplicità geometrie imprevedibili, curiosi giochi cromatici, forme caotiche o nuove armonie. L’inserimento di opere d’arte nel ciclo vitale della natura offre infiniti spunti di riflessione e sviluppa la consapevolezza di quando sia vano il tentativo degli uomini di cercare di trattenere oggetti, pensieri, persone o situazioni in un mondo in continua trasformazione. Con questo spirito le creazioni artistiche vengono fotografate e poi abbandonate nei boschi e nei prati perché gli agenti atmosferici, ogni giorno, possano continuane a plasmarle. La mostra permanente “RespirArt”, ogni estate, inviteràin Val di Fiemme artisti di land art per creare opere d’arte ispirate al paesaggio montano e alla natura. Le immagini fotografiche e i modellini di queste opere d’arte saranno presentate in mostre d’arte internazionali. Il percorso “RespirArt – Pampeago Green Gallery” ospiterà anche laboratori estivi di land art, dove i turisti saranno invitati a liberare la creatività nella natura.
RESPIRART – PAMPEAGO WHITE GALLERY
Durante il mese di dicembre 2011, “RespirArt – Pampeago White Gallery” presenterà le opere di ghiaccio dell’artista Marco Nones create lungo le piste di sci. La mostra avrà il titolo “Nel cerchio di un pensiero” e sarà dedicata alla poetessa milanese Alda Merini. Dalle piste Agnello e Tresca si potranno ammirare dodici opere di ghiaccio, ispirate ai profili delle vette dolomitiche e alla dolcezza delle discese innevate. La sua durata darà decisa dal Sole. Ovvero dal tempo che il suo calore impiegherà a dissolvere le creazioni di ghiaccio.
La versione “white” di RespirArt vanta un primato. E’ la prima volta che una mostra di land art viene allestita fra le piste da sci. E sarà la natura a decidere la data di scadenza.
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Info su marconones
Marco Nones è nato a Rheinfelden, in Svizzera, il 19 febbraio 1966. All’età di cinque anni si è trasferito in Val di Fiemme, fra le Dolomiti del Trentino, nella terra natia dei suoi genitori. Ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Castello di Fiemme, dove ha appreso dal nonno paterno l’amore per il legno e i primi rudimenti artistici dell’arte scultorea. Nel 1984 si è diplomato all'Istituto Statale d'Arte di Pozza di Fassa. Quindi, si è trasferito a Cavalese, dove vive e opera tutt’oggi.
Già alla fine degli anni Novanta è riuscito ad affermarsi con la scultura di radici di cirmolo, una pianta montana d’alta quota. Sono le linee contorte e le nodosità di questi monumenti naturali che hanno suggerito all’artista i soggetti da affrontare, con interventi essenziali che lasciano prevalere le asperità e la rudezza della materia. Fra i boschi della Catena del Lagorai l’artista ha accarezzato con lo sguardo una radice dopo l’altra. Le sue sculture sono nate da un rispettoso ascolto delle loro forme. Forme che il suo scalpello ha assecondato o esasperato, fino a liberare immagini poetiche come lo sfarfallio delle ali di un angelo e il tormentato fluttuare delle anime di Paolo e Francesca.
L’esclusività e la particolarità delle sue opere gli hanno consentito di poter esporre nel corso degli anni in mostre e location importanti, fra cui Assisi, Catania, Lugano, Genova, Roma, Milano, Venezia.
Fra i momenti che Marco Nones ricorda con intensa emozione, quello della consegna al Dalai Lama, in visita a Rovereto nel 2001, dell’opera “La speranza del Tibet”, raffigurata con il volo mistico di un falco.
“L’angelo in radice” di Marco Nones è esposto dal 2004 in Vaticano, nel foyer di Sala Nervi.
Nel marzo 2008 ha proposto 25 opere con il tema della vita di Gesù nel contesto unico ed esclusivo della Sagrestia del Bramante della Basilica Santa Maria delle Grazie a Milano, in occasione della mostra “Le radici del sacro”, fortemente voluta dai Padri Domenicani.
Definirlo uno “scultore del sacro”, però, è alquanto riduttivo. A meno che non si estenda il concetto di “sacro” ai semplici gesti quotidiani che celebrano la bellezza della vita. Per l’artista di Cavalese può esprimere sacralità una mano che sfiora il grembo materno. Così come l’inebriante rilassamento di un volto che si abbandona alla luce. Un intreccio di sguardi. Un abbraccio. O la tensione emotiva di un uomo che esplora la sua inquietudine.