Pinzolo, sta nascendo qualcuno (o qualcosa…) IT – EN

BOZZOLO MARCO NONES

Sta nascendo qualcuno (o qualcosa)…

BOZZOLO è la mia ultima installazione artistica. L’ho realizzata per la mostra di PinzoloL’Arte della natività ALTER NATIVAS 2012” che sarà visitabile dal 22 dicembre 2012 al 27 gennaio 2013. Partecipo a questa collettiva, curata da Maria Pia Ciaghi e da Spazio Tadini Milano, insieme con il mio caro amico Giampaolo Osele.

Vi aaspetto al PALA DOLOMTI PINZOLO!

Bozzetto del Bozzolo

BOZZETTO BOZZOLO

All’interno della rassegna “l’Arte della natività” promossa dall’Assessorato alla Cutura del Comune di Pinzolo, per la seconda edizione è stata inaugurata lo scorso 22 dicembre la mostra “ALTER-NATIVITAS 2012” organizzata da il Sextante in collaborazione con Spazio Tadini di Milano e ospitata  presso la sala espositiva del Paladolimiti di Pinzolo.

La collettiva (che conta con la partecipazione di una quarantina di artisti contemporanei affermati a livello nazionale e internazionale) e presenta 53 opere tra quadri, sculture e fotografie, ha come fine quello di proporre un percorso alternativo, una pausa di riflessione sulla natività oggi, con linguaggi nuovi. Cosa significa nascere oggi? Cosa vuol dire venire alla luce come individui nel contesto sociale contemporaneo? Quale immaginario evoca oggi l’immagine di un neonato o di una nascita? A queste domande abbiamo cercato di dare una risposta attraverso l’arte.

Rappresentativo, in tal senso, il lavoro di Aurelio Gravina, dove l’asino, collocato in una sorta di metropoli fantasma, si domanda: “Dov’è il bambino?” o nella fotografia di Tomaso Marcolla “Ricordi”. L’attenzione degli artisti si è più rivolta al contesto, alla società che accoglie l’individuo come per Basevi, Damss, Giardini. Il racconto del paesaggio è predominante e qui emergono in particolare l’ironia dell’opera di Lucio Perna dove la stella cometa è reinterpretata: non raggiungere una grotta, ma una bidonville. Interessante anche il punto di osservazione della nascita che supera il limite del visibile a occhio nudo e si colloca in un universo cellulare e intrauterino di cui sono rappresentativi sia l’opera di Giovanni Gurioli che di Ana Erra De Guevara. Una chiave di lettura mistica la troviamo in Cosimi e nelle opere di Stefania Riccadonna. Pietro Weber riprende nelle sue sculture la simbologia della Dea Madre presente in ogni cultura, che è, nelle sue tante manifestazioni, simbolo dell’unità di tutte le forme esistenti in natura.

Al centro della sala espositiva l’artista Marco Nones (autore dell’opera di land art “Dna Sella”, vincitore nel 2011 del simposio internazionale di scultura del legno Montagn-Art di Thyon con l’opera “Le fil du vent”)  ha realizzato  l’installazione di un bozzolo, opera dedicata all’ aforisma di Alda MeriniL’arte è un mistero che ha ali di farfalla”. La farfalla è da sempre uno dei più grandi simboli di trasformazione spirituale e rinascita. Il suo venire al mondo in forma di bruco, da un uovo, rappresenta  lo stato primordiale, caratterizzato però dal cammino verso la perfezione, verso la bellezza più pura. La metamorfosi inizia all’interno di un bozzolo duro, ventre-utero simbolico, rappresentante la morte della forma pre-esistente; il bruco, racchiuso “ermeticamente” nel suo bozzolo, lo trasforma in un vero e proprio athanor e, come per magia, attraverso il “fuoco” trasmutatore, realizza la sua nuova identità: il bozzolo viene lacerato, e la farfalla appena sviluppata fa capolino dal suo rifugio. Quello che colpisce è come, in fondo, le diverse forme che assume questo insetto, siano solamente accessorie a un fine che non è la sola realizzazione della farfalla, ma l’espressione del movimento vitale che essa incarna. Il suo processo è legato a un continuo rinnovamento. Anche nell’uomo c’è un progetto evolutivo, una sorta di disposizione al miglioramento, una tensione verso l’alto e verso lo spirito e c’è  anche a livello fisico;  la nostra forma umana non è nient’altro che una fase di un’evoluzione più ampia di quello che è l’Essere che fondamentalmente siamo. Nell’’indentificarsi troppo con la propria forma, l’evoluzione tende a tardare e, paradossalmente, tende a fallire. Se la crisalide si attaccasse alla propria forma non riuscirebbe mai a diventare farfalla. Tale processo include necessariamente, oltre che una reale consapevolezza della transitorietà della forma, anche una disposizione al “sacrificio” della stessa. Così il  bruco, una volta giunto a maturazione, trova un luogo dove potersi appendere attraverso la formazione di un bozzolo di seta e attendere, rivolto a testa in giù, immobile, il momento della “fioritura” della ali, per spiccare il volo come farfalla! Da questa premessa nascono anche le opere di Clelia Caliari in lana merino: “In fondo alla luce”, “Origini”,“Sospesi” ,“Presenze” , “Rinascere”.

La collettiva propone quindi oggi una nuova sfida, una nuova visione tutta da scoprire attraverso la visita alla mostra di Pinzolo.

MARIA PIA CIAGHI

Part of the “Art of the Nativity” promoted by the Culture Council of Pinzolo, for the second edition was inaugurated on December 22, the exhibition “ALTER-Nativitas 2012” organized by “Il  Sextante”, in collaboration with Spazio Tadini of Milan and hosted at the exhibition hall of the PalaDolomiti of Pinzolo.

 

At the center of the exhibition hall, the artist Marco Nones (author of the work of land art “DNA Sella”, winner in 2011 of the International Symposium of Wood Carving Art of mountain-Thyon with the work “Le fil du vent”) created a cocoon installation, a work dedicated to “aphorism Alda Merini “Art is a mystery that has butterfly wings”.

The butterfly has always been one of the greatest symbols of spiritual transformation and rebirth. His coming into the world in the form of a caterpillar from an egg, is the primordial state, however, characterized by the path to perfection, to the purest beauty. The metamorphosis began in a hard cocoon, belly-womb symbolic, representing the death of the pre-existing form, the caterpillar, enclosed “hermetically” in its cocoon, it transforms into a real athanor and, as if by magic, through the “fire” transmuter, realizes his new identity: the cocoon is torn, and the newly developed butterfly peeps out of his shelter.

What is striking is that, basically, the different forms assumed by this insect, are merely ancillary to an end which is not only the realization of the butterfly, but the expression of the movement of life it embodies. His trial is due to continual renewal. Also in humans there is an evolutionary project, a kind of disposition to improve a voltage to the top and to the spirit and there is also a physical level, our human form is nothing but a phase of evolution wider than it is the Being who fundamentally are. In’ identifying too much with their form, evolution tends to delay and, paradoxically, tends to fail. If the chrysalis attacked its form it could never become a butterfly. This process necessarily includes, in addition to a real awareness of the transience of form, also a provision to “sacrifice” the same. So the caterpillar, when ready, is a place where you can hang through the formation of a silk cocoon and wait, turned upside down, motionless,  the moment of “flowering” of the wings, to fly like a butterfly!

 

Maria Pia Ciaghi

Eco delle Dolomiti Magazine (Il Sextante) editor in chief


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...